sabato 19 maggio 2012

V° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA “ROBERTO FERTONANI”

V° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA “ROBERTO FERTONANI”

La Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus indice la V° edizione del Concorso nazionale di poesia “Roberto Fertonani” che ha cadenza biennale ed è stato istituito per onorare la memoria dell’insigne germanista rivarolese, da cui ha preso il nome, che alla poesia dedicò gran parte della sua finissima opera di traduttore ed esegeta.

Regolamento: Il concorso si articola in quattro sezioni :

- Sezione A : poesia in italiano su tema libero, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. Possono partecipare poeti di età pari o superiore ai 16 anni. Quota di partecipazione € 10,00 da versare con le seguenti modalità:
- bonifico intestato alla Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus con le seguenti coordinate bancarie Banca: Cassa Rurale ed Artigiana Bcc di Rivarolo Mantovano (Mn) Iban: IT72W0877057870000000001145
 oppure
 - bollettino postale numero 1006271371 intestato alla Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus, Via Gonzaga, n° 39/b, 46017 Rivarolo Mantovano (Mn).

 - Sezione B : poesia dialettale su tema libero, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. Non sono posti limiti di età e sono ammessi tutti i dialetti italiani.
Quota di partecipazione € 10,00 da versare con le seguenti modalità:
- bonifico intestato alla Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus con le seguenti coordinate bancarie: Banca: Cassa Rurale ed Artigiana Bcc di Rivarolo Mantovano (Mn) Iban: IT72W0877057870000000001145 oppure
- bollettino postale numero 1006271371 intestato alla Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus, Via Gonzaga, n° 39/b, 46017 Rivarolo Mantovano (Mn).

Per chi volesse iscriversi ad entrambe le sezioni, la quota da versare è unica di € 15,00 sempre con le stesse modalità di pagamento.

- Sezione C 1 : ‘Piccoli poeti’. Possono partecipare poeti di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni.
- Sezione C 2 : ‘Giovani poeti’. Possono partecipare poeti di età compresa tra i 12 e i 15 anni.
 Per le sezioni C1 e C2 non è prevista alcuna quota di partecipazione.

Per ogni sezione è possibile inviare un massimo di tre poesie, ognuna delle quali non dovrà superare il limite di 40 versi. I componimenti in dialetto dovranno essere presentati con testo a fronte in italiano.
Ogni poesia inviata deve recare un titolo ed essere anonima (non è previsto quindi l’uso di uno pseudonimo).
Dovranno essere consegnati, in busta chiusa, i seguenti dati : nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, eventuale e.mail, titolo delle poesie presentate (con l’indicazione della sezione alla quale esse si riferiscono) e dichiarazione che consenta la trattazione dei dati personali, garantisca la paternità delle opere, autorizzi l’eventuale pubblicazione e dichiari la piena accettazione del presente bando. Per i partecipanti di età inferiore ai 18 anni è richiesta autorizzazione scritta rilasciata da un genitore. I dati personali dei concorrenti saranno tutelati a norma della legge 675/96 sulla privacy.
Gli elaborati devono essere tassativamente dattiloscritti e devono pervenire in 6 copie entro il 28 luglio 2012 al seguente recapito: Concorso nazionale di Poesia, presso (c/o) Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus, via Gonzaga n. 39/b, 46017 Rivarolo Mantovano (MN) Le opere ricevute non verranno restituite, ma conservate presso la Biblioteca della Fondazione Sanguanini. Non saranno presi in considerazione gli invii non in regola con il presente bando. Il giudizio della Giuria si intende come insindacabile e inappellabile. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le norme del presente bando.
Premi: Sez. A : I° Premio : € 400,00
                        II° Premio: € 200,00
                        Segnalati : Targhe e libri
Sez. B : I° Premio : € 400,00
             II° Premio: € 200,00
             Segnalati : Targhe e libri
Sez. C 1 : Premi in libri e materiale scolastico.
Sez. C 2 : Premi in libri e materiale scolastico.
Ai vincitori e segnalati sarà data comunicazione personale in tempo utile. Tutti i partecipanti sono invitati alla premiazione del concorso che si terrà il 27 ottobre 2012 e a chi tra essi volesse leggere una delle proprie opere al pubblico presente, sarà consegnato un piccolo ricordo.
I premi potranno essere ritirati esclusivamente il giorno della premiazione. E’ ammessa la delega per il ritiro. E’ ammessa la spedizione delle sole targhe previo pagamento dei costi di invio per i vincenti e i segnalati non presenti alla premiazione. Vi preghiamo, inoltre, di darci comunicazione della Vs. presenza al giorno della premiazione per meglio organizzare l’evento.
Le opere che risulteranno vincitrici in ciascuna sezione, unitamente a quelle segnalate, saranno raccolte in una pubblicazione a cura della Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus.
Per informazioni rivolgersi a: Fondazione Sanguanini Rivarolo Onlus Via Gonzaga n. 39/b 46017 Rivarolo Mantovano (MN) Tel. 0376/958144 – 957036 - 99788 Fax: 0376/957036 e-mail: bibliotecarivarolo@libero.it Sito Fondazione: www.fondazionesanguanini.it

venerdì 11 maggio 2012

LA POESIA DI MAGGIO

The Wild Rose

Sometimes hidden from me
in daily custom and in trust,
so that I live by you unaware
as by the beating of my heart,
suddenly you flare in my sight,
a wild rose blooming at the edge
of thicket, grace and light
where yesterday was only shade,
and once more I am blessed, choosing
again what I chose before.


LA ROSA SELVATICA

Tal volta nascosta a me
dalle faccende e abitudini quotidiane,
così che io vivo inconsapevole di te
come del battito del mio cuore,

improvvisamente tu mi folgori la vista,
una rosa selvatica fiorita ai margini
del boschetto, la grazia e la luce
dove ieri vi era solo ombra,

e ancora una volta io sono benedetto,
per aver rinnovato la scelta di allora.  
 
                               Wendell Berry (1934-vivente) 
 
Commento: maggio è il mese delle rose ed ecco quindi una splendida poesia in cui l'autore paragona la moglie a una rosa selvatica. Come il cespuglio di rose è insignificante per la maggior parte del tempo, così è la moglie. Assorbito dal quotidiano non si accorge di chi gli sta accando. Improvvisamente fiorisce e agli occhi del poeta assume un altro valore che non fa rimpiangere il passato. E il poeta "si illumina d'immenso".


giovedì 19 aprile 2012

ERBA PERLA AZZURRA


  ERBA PERLA AZZURRA


Famiglia: Borracinaceae
Nome botanico: Buglossoides purpureo-caerulea
Syn: Lithospermum purpureo-caerulea

Descrizione: Pianta erbacea, alta 30-60 cm, con densa pelosità e germogli sterili striscianti; foglie lanceolate, con visibile la sola nervatura centrale inferiormente (non nervature pennate); corolla pentamera, rosso-violacea inizialmente, poi blu scura, con tubo lungo 14-20 mm; semi lisci, lucenti, bianchi. Fioritura da aprile a giugno.                                                                                          

Etimologia: il nome del genere deriva dal greco “Bu” (Bue) + “Glossoides” (Lingua) ovvero “Lingua di Bue” in riferimento alla ruvidezza delle foglie.
Il vecchio nome del genere di appartenenza deriva anch’esso dal greco “Lithos” ovvero “pietra” + “permum” ossia “bianco perla, perlaceo” in riferimento alla somiglianza dei semi a piccole perle.

Curiosità
La famiglia delle Borraginaceae contiene circa una quarantina di specie. A essa appartengono la Borragine (Borrago officinalis) utilizzata in cucina in insalate e come decorazione di torte e macedonie e il Non-ti-scordar-di-me (Myosotis arvensis) pianta molto diffusa nei nostri fossati.
Caratteristica frequente di questa famiglia è quella di avere fiori azzurri o tendente al blu.
Il colore azzurro è raro tra i fiori poiché non è visibile dalle api impollinatici. Le piante che adottano tale colorazione sono obbligate a utilizzare due mezzi di richiamo aggiuntivi: uno è dato dal profumo e l’altro da una colorazione visibile all’infrarosso che solo le api possono vedere mentre l’uomo non lo percepisce.
La caratteristica colorazione che passa dal porpora dei boccioli, all’indico dei fiori appena sbocciati e al blu intenso dei fiori fecondati, rendono questa pianta assai attraente e rendono conto dell’appellativo di purpureo-caerulea.
Il cambiamento del colore è dato da sostanze contenute all’interno dei petali del fiore che si comportano come vere e proprie sostanze indicatrici di pH ovvero mutano con il variare dell’acidità, un po’ come fa l’ortensia nel mutare da rosa ad azzurro.
Il colore porpora indica un ambiente acido mentre il colore azzurro indica un ambiente neutro o basico.
Il nome di erba perla è dovuto ai semi che sono piccoli, duri, di colore bianco, simili a piccole perle.
La pianta è assai diffusa in tutta Italia anche se può essere localmente rara. Manca in Sardegna.
Predilige suoli calcarei o basici, ai margini di siepi.
Nel medioevo si pensava, in basa all’antica teoria dei segni, che i semi, duri come pietre, potessero essere utili per curare gli affetti da calcolosi.

sabato 31 dicembre 2011

LETTO PER VOI

IL SAMURAI SOLITARIO - Miyamoto Musashi  
di William Scott Wilson


Il termine "Samurai" è una delle poche parole giapponesi entrate nel dizionario italiano. In molti evoca la figura di un guerriero, letale e feroce, munito di spada, elmo e corazza. Un pò come questa  qua sotto.


La classe samuramica nacque intorno al VIII secolo come gruppo armato con la specifica funzione di difesa della figura imperiale. Ben presto si trasformò in una casta guerriera che fu una delle protagoniste della storia del Giappone, in particolare tra il 1200 e il 1600.
Tuttavia i samurai non erano una classe omogenea.
Vi erano i samurai "professionisti". sono quelli classici, figure guerriere tutte di un pezzo, famose per la loro lealtà che si spingeva fino alle estreme conseguenze. Spesso si suicidavano alla morte del loro signore presso cui esercitavano i loro servigi, il daimyo.
Vi erano anche samurai rinnegati, detti "ronin". Essi erano guerrieri che si erano disonorati o durante le varie battaglie, o durante il loro servizio oppure si erano categoricamente rifiutati di suicidarsi. I ronin erano degli sbandati che si procacciavano il cibo quotidiano assaltando le carovane di mercanti oppure dedicandosi ad a manzioni più umili e meno prestigiose. I ronin aumenteranno in maniera esponenziale con la "Pax Tokugawa" che unificò il Giappone e con il fallito tentativo della conquista della Cina.
Vi era poi una terza categoria di samurai, i "shugyosha", una sorta di samurai mercenari intineranti, che si spostavano per l'intero Giappone senza però mettere radici in un luogo particolare e nemmeno legarsi a un signore locale. In genere si affrontavano in duelli per affinare la propria tecnica di spada. É a questa categoria che appartiene Miyamoto Musashi.
Per i giapponesi la figura di Miyamoto Musashi (1584-1644) la si può paragonare a quella italiana di Garibaldi. Ancora oggi è considerato un eroe nazionale tanto che è protagonista di numerosi manga, di film e sceneggiati e almeno di una ventina di romanzi.
Il suo esordio avviene nel 1596, alla "tenera" età di 13 anni. Una mattina uno spadaccino di nome Arima Hikei, attende seduto le scuse formali da parte di Miyamoto Bennosuke (è questo il vero nome di Musashi). Lui però rifiuta ed è subito scontro. A dispetto dell'età, Miyamoto Musashi sconfigge, uccidendolo con un solo colpo di spada, Arima Hikei. La cosa soprendente è che Musashi utilizzerà una semplice spada di legno. Sarà la sua unica arma per tutta la sua vita costellata da ben 63 vittorie e da un pareggio.
Il duello che lo renderà celebre avviene il 12 aprile 1612, nei pressi dell'isola di Ganryiu, contro Sasaki Kojiro. Esso avrebbe dovuto svolgersi a mezzogiorno, ma Musashi arriva in ritardo di qualche ora. Le cronache descrivono un Kojiro molto nervoso, quasi offeso del ritardo e un Musashi dall'imperturbabile calma interiore.
Dopo i convenvoli e i rituali saluti inizia lo scontro. I due si affrontano sulla spiaggia, Kojiro estrae la lama della spada dal fodero e getta quest'ultimo via. A questo punto Musashi dirà un'unica celebre frase "Hai già perso" e lo ucciderà con un'unico colpo di spada di legno. Musashi aveva opportunamente allungato la propria spada di un paio di centimentri rispetto a quella di Kojiro. La spada era stata intagliata nel remo di una barca.
All'eta di soli 33 anni Musashi scopre il buddismo e in particolare lo Zen che lo influenzerà notevolmente, tutti i suoi incontri e duelli saranno incruenti. Inoltre smette le vesti di feroce guerriero e si dedica a dipingere, a comporre poesie e ad aprire una scuola di spada, tuttora esistente. E non solo. Si dedica pure, fatto anomalo per un samurai, al giardinaggio creando ben due giardini zen ancora oggi visitabili.
Poco prima di morire, nel 1644, lascierà ai suoi discepoli il suo scritto più importante: "Il libro dei cinque anelli". Il suo testamento è inciso sulla pietra tombale eretta dai suoi discepoli.


E ora ecco uno spezzone di uno sceneggiato televisivo giapponese, uno frai tanti, in cui viene mostrato il celebre duello. Musashi è quello vestito di nero, dall'aspetto trasandato, le cronache dell'epoca dicono che non si lavasse mai. Vestisto di bianco è invece Sasaki Kojiro.

domenica 27 novembre 2011

LA POESIA DI NOVEMBRE

LA POESIA DI NOVEMBRE


身にしむや
亡妻の櫛を
閨に踏む


Mi ni shimu ya
Naki tsuma no kushi wo
neya ni fumu.

Un freddo gelido:
il pettine della mia cara moglie
giace sul pavimento.

Yosa Buson (1715-1783) 


Commento:
Secondo un'antica credenza superstiziosa, un pettine caduto sul pavimento doveva essere pestato con un piede, prima di essere raccolto.

Questo haiku di Buson, come molti haiku di Bashō, contiene aluni giochi di parole presenti fin dallo stesso kigo. Mi ni Shimu letteralmente significa "Trafitto nel corpo", ma minishimu è anche il primo vento freddo del tardo autunno. Naki tsuma è la moglie defunta, mentre il termine kushi, significa sia pettine sia le nove morti.
Quando nel 1777 Yosa Buson scrive questo haiku dedicato alla sua consorte, sua moglie Tomo è ancora viva e vegeta, morirà 34 anni più tardi, nel 1814. Si tratta quindi di una poesia che nulla ha a che fare con la realtà dei fatti.
L'haiku esprime il senso di solitudine e di freddo interiore provocato dall'immaginario "vuoto" lasciato dalla dipertita della propria moglie. Di lei ci rimane, secondo l'autore, solo un pettine e nulla più.

martedì 25 ottobre 2011

LA POESIA DEL MESE DI OTTOBRE

LA POESIA DI OTTOBRE


CARA MI SEI COME SOLE SUL FIENO

Cara mi sei come sole sul fieno
di fresco falciato
che il rastrello raduna
in mucchi odorosi tra mezzo il prato
sereno.

Cara mi sei come luna
sui passi dell'adolescente
che sente
confitta nel cuore
la prima spina d'amore.
                                     Angiolo Silvio Novaro (1866-1938)

Di tanto in tanto mi capita di imbattermi in poesie che mi piaciono in maniera particolare e quella che vi presento è proprio una di quelle. Silvio Novaro, anche se presente in molte antologie scolastiche, non è annoverato tra i poeti più famosi poichè ebbe la sfortuna di far coincidere quasi tutta la sua produzione lirica con quella del Sommo Vate, Gabriele D'Annunzio. Ciò nonostante, al suo tempo, ebbe molte amicizie in particolare con Zandonai, Verga, Quasimodo, Berio e con lo stesso D'Annunzio.
La sua vita fu molto appartata, specie dopo la prima guerra mondiale quando perse il figlio e al quale dedicò una toccante raccolta lirica, "Il fabbro armonioso".

In molte poesie di Novaro ritroviamo il costante richiamo alla natura e alla vita agreste. In questa poesia l'amata è paragonata prima al sole che splende sul fieno e poi alla luna che rischiara nella notte il cammino "doloroso" dell'adolescenza.

martedì 4 ottobre 2011

AMMAZZABLOG

Riporto un'interessante articolo tratto dal blog di valigia Blu.

Ammazzablog, l'autocensura di Wikipedia: è questa la rete che vogliamo?

wikipedia-censura-ammazzablog.png
Diciamolo subito, a scanso di equivoci: stavolta Vasco Rossi non c’entra. La versione in italiano di Wikipedia (l’enciclopedia on line collettiva forte di quasi 900 mila voci, quarta al mondo dopo quelle in inglese, tedesco e francese) è al momento oscurata, in segno di protesta contro l’ormai celebre comma ammazza-blog (qui uno splendido post di Metilparaben featuring vari blogger nella veste di rettificatori).
Si tratta di una forma di autocensura annunciata da alcuni giorni e messa in atto al termine di un lungo, democratico e approfondito dibattito in rete tra gli utenti del sito, con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei media sugli effetti che l’applicazione del “comma 29” (noto anche come obbligo di rettifica) potrà avere sulla libertà e la neutralità dell’informazione. Se la legge bavaglio dovesse passare, l’idea stessa di Wikipedia sarebbe minata nelle sue fondamenta. Anche perché, se vogliamo dirla tutta, l’impressione è che in rete non si sia compreso appieno quale è il fulcro della questione, cioè su cosa impatterebbe il comma 29.
Qualcuno ha fatto presente che in fondo la rettifica potrebbe essere un bene per la rete, poiché la rete non è altro che moltiplicazione dei punti di vista, quindi incremento delle informazioni. Insomma, se con la rettifica si affianca la mia verità a quella dell’articolista che male c’è? Non è meglio due punti di vista invece di uno solo?
In realtà con il comma 29 un governo che ci tiene a dichiararsi ferocemente a favore delle libertà individuali, al punto da farne nome del partito principale della coalizione, di fatto limita pesantemente tali libertà. Se un blogger commette un illecito a mezzo del suo sito è sacrosanto pretendere che ne debba pagare le conseguenze, perché il principio indefettibile ed irrinunciabile di ogni democrazia è la responsabilità per le proprie azioni, ma pretendere che in assenza di qualsivoglia illecito o reato si debba ospitare sul proprio sito l’altrui opinione o “verità personale”, a pena di forti sanzioni, appare un’ingiustificabile compressione delle libertà individuali.
Se un articolo appare in qualche modo “disturbante” per il soggetto citato, ma sempre nei limiti delle leggi vigenti, non ha alcun senso imporre sull’altrui sito la presenza di voci in contrasto, perché tale modo di fare determina soltanto un sovraccarico di messaggi ed informazioni che alla fine porta ad una svalutazione di tutti i messaggi in rete. Quello che effettivamente si vuole, tramite il comma 29, è probabilmente proprio sfruttare la cosiddetta strategia della disattenzione tipica dei talk show ai quali ci stiamo, purtroppo, progressivamente abituando, dove i messaggi urlati che si sovrappongono creano un rumore di fondo nel quale diventa sempre più difficile distinguere il vero dal falso, gettando sull’intera informazione una cinerea patina di relativismo, mangiandosi quella scarsa risorsa che è il tempo delle persone!
Ecco quindi che il famigerato comma 29 incute timore anche alla più grande enciclopedia in rete, Wikipedia, dove gli amministratori della versione italiana paventano i rischi del doversi impelagare in questioni legali. Wikipedia non ha quelli che, giuridicamente, si possono definire responsabili, ma in teoria chiunque può scrivere quello che vuole, fermo restando un controllo degli altri utenti che generalmente garantisce una certa correttezza delle informazioni, un sistema che ha portato Wikipedia a diventare una fonte insostituibile di informazioni in tutto il mondo.
Quindi, al di là dell’ovvia problematica di individuare un responsabile della cosiddetta rettifica, che in teoria dovrebbe essere Wikimedia Foundation negli Usa, alla versione italiana della creatura di Jimbo Wales fa paura la possibile perdita del punto di vista neutrale, principio irrinunciabile dell’enciclopedia gratuita. Il punto di vista neutrale, secondo le linee guida di Wikipedia, è un metodo di presentazione delle informazioni in base al quale la voce deve presentare tutti i punti di vista significativi pubblicati da fonti attendibili e farlo in maniera proporzionata all’importanza di ciascuna, senza concedere, quindi, uno spazio uguale a punti di vista minoritari e maggioritari. Il comma 29 avrebbe proprio l’effetto di azzerare la neutralità (anche se tendenziale essendo esseri umani coloro che scrivono su wikipedia) delle voci dell’enciclopedia imponendo la pubblicazione di tutti i punti di vista possibili su un determinato argomento, senza alcuna possibilità di discernere ciò che è significativo da ciò che non lo è.
In quest’ottica non dobbiamo dimenticare che Wikipedia è statospesso  attaccata per una presunta non affidabilità delle sue voci, laddove alcune ricerche hanno comunque dimostrato che l’affidabilità dell’enciclopedia gratuita non è tanto dissimile da ben più blasonate, e a pagamento, concorrenti. La vera novità della creatura di Jimbo Wales è data, invece, dalla neutralità delle voci, una tendenza all’imparzialità che può esistere solo in progetti che siano indipendenti da ogni forma di sponsorizzazione, sia economica che politica. Ed è per questo che Wales ha sempre rifiutato ogni tipo di sovvenzionamento, preferendo chiedere ai suoi utenti un contributo, anzi tanti piccoli contributi, per non dover abbandonare il punto di vista neutrale.
Il controllo del sapere, come Diderot e D’Alambert già evidenziarono nel ‘700, e come ben sapeva Mussolini che supervisionava personalmente la redazione della voce Fascismo della Treccani, è fondamentale per il potere, ed è per questo che le dispute sull’affidabilità di Wikipedia sono fuorvianti, laddove quello che davvero importa è la sua tendenziale neutralità. Quella stessa neutralità che oggi, con l’approvazione del comma 29, rischierebbe di cedere il passo ad un florilegio di molteplici “verità” personali.
Invece di una sola voce controllata strettamente dal potere, avremmo una moltitudine di voci nelle quali sarebbe impossibile distinguere qualsiasi “verità”. E questo non solo su Wikipedia, ma in tutta la rete!
Al di là dei contenuti della protesta, vale forse la pena soffermarsi sulla forma e sul metodo. L’autocensura preventiva - decisa dal basso, dagli stessi utenti che sono a un tempo creatori e fruitori del servizio  - è una scelta di libertà che forse i siti di news non possono permettersi (avendo aziende che pagano un tot di euro per i loro ads) ed è anche un modo per verificare se il pluralismo e l'articolo 21 interessino davvero a qualcuno, se il silenzio consapevole e informato (al quale magari potrebbero unirsi le “voci” autorevoli di molti blogger italiani disposti ad oscurare le proprie pagine) possa produrre risultati efficaci. Oppure conta solo #vascomerda?
Andrea Iannuzzi e Bruno Saetta
@valigiablu - riproduzione consigliata
Di seguito il testo del'art. 21 della costituzione:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."