Visualizzazione post con etichetta Tanka. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tanka. Mostra tutti i post

giovedì 4 marzo 2010

LA POESIA DEL MESE DI MARZO

 

Ooiwa no
Modaseru kotoba
waga mune no
Hisomeru kokoro
Hito ni shirayu na


Strette nella roccia
ho chiuso le parole -
Quanto trattiene
in petto questo cuore
non lo saprà nessuno.

Ishikawa Takuboku (1885-1912)

Commento: In questo tanka il poeta esprime il suo personale dolore per un evento di cui nulla sappiamo. Può essere una delusione d'amore (come è probabile), o la morte di una persona cara o altro. Il dolore diventa quindi un fatto estremamente intimo che nessuno deve sapere.

Breve Biografia:
Nato nel 1885 da un padre che è monaco e custode del tempio di  Joko. Due anni più tardi si trasferisce nella città di Morioka dove frequenterà le scuole elementari e medie. Nel 1900 inizia da autodidatta lo studio della lingua inglese e fonda un piccolo circolo di studiosi di tale idioma. Nel 1902 si trasferische a Tokio dove incontrerà la poetessa AkikoYosano che lo influenzerà notevolmente. Come lei scriverà opere che verranno pubblicate nella rivista specializzata Myōjō ("Venere") ed entrerà a far parte della società Shinshisha (Società della Nuova Poesia). Nel 1907 si trasferisce a Hakodate, una cittadina situata sull'isola di Hokkaido, la più settentrionale delle isole dell'arcipelago giapponese. Qui inizia la sua professione di maestro e insegnante e si innamora follemente di Chieko Tachibana. Pochi mesi più tardi apprende dal padre di lei che Chieko si è sposata con un'altra persona. Il dispiacere è enorme. Nel 1908 si trasferisce a Tokio dove eserciterà il lavoro di correttore di bozze per un grande giornale. Nel marzo nel 1912 muore la madre mentre lui si spegnerà il 13 aprile a causa della tubercolosi che lo aveva afflitto per gran parte della sua vita.

Ishikawa Takuboku è uno dei più ammirati e famosi poeti giapponesi moderni. Sebbene la sua vita sia stata particolarmente breve (solo 27 anni) riformò tantissimo il carattere del tanka che proprio con lui inizia ad assumere le caratteristiche più moderne. Nei suoi componimenti sempre e constantemente ritroviamo l'animo e i sentimenti umani che vanno di pari passo con la sua vita.

martedì 2 febbraio 2010

LA POESIA DI FEBBRAIO


Michi o iwasu
Nochi no onowazu
Na o towazu
Koko ni koi kou
Kimi to ware miru

Senza domandarci
se giusto, se sbagliato,
se la vita di poi,
se la fama...Tu e io
amandoci ci guardiamo. 
 Yosano Akiko (1878-1942)

Poichè tra pochi giorni è San Valentino ho voluto proporvi un poema d'amore, a causa però del poco tempo a disposizione non proverò a fare la traduzione letterale.

Commento: Questo splendida poesia è un tanka ovvero un haiku a cui sono state aggiunte due strofe di 7 sillabe ciascuna. In questo componimento la poetessa Akiko vuole mettere in risalto la supremazia dell'amore su ogni cosa, l'amore infatti non chiede nulla e non si pone domande, solamente esiste.

Breve Biografia

Nata in un quartiere di Osaka nel 1878, poichè primogenita femmina, in accordo con la tradizione confuciana, non fù riconosciuta dal padre se non dopo tre anni quando nacque il fratello. Il padre appena la vita si accorse subito della grande intelligenza della figlia e per questo la fece tenere constantemente sotto osservazione di giorno e sottochiave di notte. Quando iniziò a leggere scoprì vari testi conservati nella libreria del genitore e si appasionò alla poesia, in particolare ai maestri cinesi. Fin dalle scuole superiore ella divenne la principale contribuente della rivista di poesia Myōjō. 
Nel 1901 si sposò con Yosano Tekkan, il suo editore. Tekkan però era già sposato con un'altra donna ma ciò nonostante i due se ne andarono a vivere insieme a Tokio. Successivamente Tekkan divorziò dalla prima moglie e si regolarizzò con Akiko.
Sempre nel 1901 pubblica il suo primo volume di tanka, circa 400, che divenne in breve tempo il suo maggior capolavoro.
Nel corso della sua intensa vita fonderà scuole e aiutera molti scrittori a inserirsi nel campo editoriale.
Fu anche una forte sostenitrice e difentrice dei diritti delle donne e una convinta antimilitarista.
Alla pari di Maria Bellonci, che ritradusse in italiano corrente Il Milione di Marco Polo, lei tradusse dal giapponese classico a quello moderno il Genji Monogatari, Heiga Monogatari e il Man'yōshū (una delle più vaste raccolte poetiche, contiene 26783 poemi).
Morì nel 1942 a seguito di un ictus all'età di 63 anni.
Negli anni successivi venne presto dimenticata dalla critica e dalla letteratura moderna ma recentemente se ne sta riscoprendo la profonda e sensuale poetica.
 

domenica 1 novembre 2009

LA POESIA DEL MESE DI NOVEMBRE


いのち や は
なに ぞ は つゆ の
あだ物 を
あふ に しかへば
をしからなく に

Inochi ya wa
nani zo wa tsuyu no

adamono o

au ni shikaeba

oshikaranaku ni


Cos'è la vita ?
Goccia di rugiada
che svapora.
Eppure la darei
per poterti incontrare.
( Ki No Tomonori - X sec.)

Note: la traduzione di questo testo è per me un po' ardua in quanto molte parole non sono contemplate nel mio dizionario e nemmeno in quelli online. Probabilmente si tratta di un giapponese arcaico.
Qui vorrei quindi farvi notare solo tre cose:
1) Il poema è scritto quasi totalmente in hiragana.
2) L'unico Kanji è 物 che si pronuncia "mono" e significa "oggetto".
3) Il giapponese è una lingua polisillabica. L'alfabeto comprende 46 sillabe in hiragana e altrettante in katagana ma non è necessario conoscerle tutte in quanto metà circa sono suscettibile di trasformazione aggiungendo o il "nigori" ovvero le doppie virgolette in alto a destra oppure il "maru" ossia il cerchiolino sempre in alto a destra. Un esempio è だ: senza virgolette è la sillaba "na" con il nigori diventa la sillaba "da". Un altro esempio è ぞ, con il nigori si legge "zo", senza si pronuncia "so".

Commento: questo poema è tratto dal Kokinshuu. Il Kokishuu o Kokin Wakashu è una raccolta di 1111 poemi di vario genere e lunghezza. Il titolo significa "poesie antiche e moderne". Voluto su ordine dell'imperatore Daigo (898-930) vi contribuirono diversi poeti tra cui il nostro Tomonori che morì però prima della conclusione di quest'opera. Tutte le poesie sono raccolte in 20 rotoli e suddivise in base al genere. Quella mostrata proviene dal dodicesimo rotolo dedicato all'amore.

Quella che ho postato, ve ne siete già accorti, non è un haiku ma un tanka ovvero una poesia di 31 more suddivise in 5 strofe di 5-7-5-7-7 sillabe. Una mora, nel gergo poetico, è una unità sillabica. In giapponese equivale esattamente a un simbolo in hiragana mentre in italiano la faccenda si fa più complessa.

"Sic transit gloria mundi" dicevano i latini, ovvero "così passa la gloria del mondo". La si diceva all'elezione di un nuovo papa per ricordagli che dopo tutto ogni cosa è passeggera. Nel tanka questa provvisorietà è paragonata a una goccia di rugiada che formatasi al mattino si asciuga nelle prime ore del giorno tanto da scomparire a mezzogiorno. É questo il concetto, tipicamente buddista, di impermanenza. Tutto è transitorio, l'uomo, gli animali, il sole, le stelle e tutti gli oggetti, nascono e muoiono, a volte in pochi minuti. Nulla è stabile e tutto è effimero. Eppure questa nostra breve vita vale la pena di essere vissuta anche solo per incontrare la persona amata.
Scriveva Dogen Zenji (1200-1253): " Proprio davanti a vostri occhi vi si porge l'occasione di vedere come gli attimi passano senza tregua, i giorni scorrono in perenne mutamento, e tutto rapidamente trapassa. ... A cosa paragonare il mondo e la vita dell'uomo ? All'ombra della luna quando nella goccia di rugiada tocca il becco dell'uccello acquatico".

Breve Biografia.
Della vita di Kino No Tomonori ( ? 850- ? 904) si sa ben poco. Su ordine dell imperatore iniziò, insieme a Ki no Tsurayuki e ad altri poeti, il Kokinshuu ma morì prima del suo compimento. Lo stesso Tsurayuki comporrà uno struggente poema dedicato alla sua morte e inserita nella stessa raccolta.