sabato 5 dicembre 2009

L'IMPIEGATO PELLEGRINO

Ebbene sì, anche gli impiegati hanno i loro pellegrinaggi.

Pellegrinaggio Doganale

Intrastat. Non è una parola straniera ma una procedura burocratica europea. In pratica se tu azienda commerci (vendi e/o acquisti) con altre aziende europee sei tenuta a dichiarare mensilmente, trimestralmente o annualmente tutto il tuo fatturato. Se la dichiarazione è mensile, come nel mio caso, non basta dichiarare il totale ma devi indicare ogni genere di articolo venduto o acquistato nella comunità europea. Naturalmente ci sono dei codici numerici uguali per ogni paese dell'unione. Il problema sono le descrizioni che spesso non coincidono con la tua descrizioni. Non basta segnalare che tu hai venduto un tubo, ad esempio, ma devi indicare il diametro, il tenore di carbonio e/o di berillio, se è di acciaio stampato oppure no, se è adatto alla saldatura, se è di acciaio o di plastica, eccetera. E via quindi a scorrere lo schermo per localizzare, tra migliaia di codici quello giusto per te.
La dichiarazione si può fare sia per via cartacea, sia per via telematica. Ed è da qui che sorge il problema. Dall'anno prossimo l'unica via accettata è quella telematica. E quindi inoltra la domanda (via internet). Poi stampa l'atto di delega (l'amministratore è allergico ai doganieri), richiedi la carta d'identità in originale. Telefona in dogana per assicurarti degli orari di apertura e già che ci sei chiedi pure del perché la carta di identità (dell'amministratore) deve essere in originale ("ma non basterebbe una fotocopia ?" domandi. "Beh, sa non sempre vengono bene e spesso non sono chiare !" rispondono). Chiedi quindi la carta di identità all'amministratore il quale (malfidente) ti chiede "Ma me la restituisci, però ?". La voglia di farne coriandoli è grande ma mi trattengo. Aspetti che te la porta poi telefoni (dopo due ore di attesa). "Si, arrivo subito !". E c'è l'hai il giorno dopo. A proposito ma dov'è la Dogana ? Chiedi quindi spiegazioni. Poi furbo ti porti dietro comunque il navigatore. "Tra trecento metri svoltare a sinistra !" ti dice. "Ma c'è un divieto d'accesso !". "Ora svoltare a sinistra !", insiste. "T'ho detto che c'è un divieto, stupido navigatore !". E tiri diritto. "Appena possibile fare inversione a U". A questo punto sei esasperato ma riesci comunque a trovare la strada. "Tra duecento metri avete raggiunto la destinazione" fai lui ! E davanti a voi si estende il nulla !
In lontananza vedi alcune aziende. Cerchi gli uffici della dogana. Giri intorno al quartiere, poi vedi una persona e chiedi: "No parlare Italien", risponde. E via che riparti in cerca di qualcun'altro. Ah, eccone uno, là in fondo. "No capire", dice. Possibile che vi siano tutti stranieri. Poi dove vario cercare vedi con la coda dell'occhio un cartello appeso al un cancello: "Uffici della Dogana". Ti fermi. Finalmente ! Noti subito che al cancello c'è una robusta catena. Suoni al citofono. Nessuno risponde. Dall'altra parte noti alcune macchine e (ti credi veramente intelligente, ne !) concludi che deve esserci un'altra entrata. Finalmente entri nel parcheggio. Davanti a te il cubiciattolo di DHL, un corriere. Hai un sospetto. Ti giri e vedi una magnifica rete che separa DHL dalla dogana. Urli di disperazione. Esci con la macchina, nuovo giro, nuove persone (straniere, of course). Poi ripassando davanti osservi finalmente l'ingresso. É nascosto da un'alta siepe. L'edificio della Dogana è totalmente anonimo, nessuno cartello (tranne quello visto prima), nessuna scritta. Entri e cerchi l'ingresso. Vi sono molte porte ma quale sarà quella giusta ? Poi scopri che su una di esse c'è un minuscolo cartellino imbrunito dal tempo dello stesso colore della porta a vetri. "Entrata" recita. E tu entri ringraziando tutti i santi. Consegni la tua richiesta. L'addetto alla ricezione ti guarda e ti dice "Spiacente, il server s'è bloccato ! Aspetti oppure torni un'altra volta !". Poi l'impiegato aggiunge "Sa, hanno reso obbligatorio la trasmissione telematica ma il governo e il ministero si sono dimenticati di potenziare il server." Nella tua mente si sviluppa una sola parola "Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh !!!" e poi un'altra [censura].
E torni nel tuo ufficio, senza corrente, senza riscaldamento ma soprattutto senza stipendio da due mesi.

Per addolcire un po' la "drammatica" vicenda eccovi la prima parte di un altro pellegrinaggio: Der Rose Pilgerfahrt (Il pellegrinaggio della rosa), op 112 di Robert Schumann.

1 commento:

  1. Non ho parole...
    Consoliamoci con Schumann: è bellissimo.

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